Direttivo Spi: Stolzi, salvaguardare modello toscano in sanità
Firenze – Primo Direttivo dello Spi regionale dopo le pausa estiva.
I segretari provinciali della Toscana si sono ritrovati all’Hotel Nil di Firenze per decidere le azioni da intraprendere per far riguadagnare spazio, nell’agenda del governo italiano, ai problemi dei pensionati e degli anziani gravati da quattro anni di crisi economica senza precedenti e da riforme sociali che non sono andate nel segno dell’equità (basta ricordare la questione degli esodati).
Una lunga e dettagliata relazione della segretaria dello Spi Toscana, Daniela Cappelli ha aperto i lavori. L’analisi ha preso le mosse dall’attuale crisi politica italiana per arrivare fino alle questioni scottanti in ambito regionale come la rimodulazione dei tickets sanitari.
“Noi – ha detto in apertura Cappelli – siamo preoccupati per come si sta muovendo il dibattito sul dopo il governo tecnico. E chiediamo, ad esempio che durante le primarie l’attenzione sia concentrata sui programmi e non sui nomi: diffidiamo di chi vuole rottamare il sistema pensionistico o di chi consegna al precariato la risposta alla non autosufficienza”.
Al dibattito ha partecipato anche il segretario provinciale Spi Cgil della Provincia di Firenze, Daniele Stolzi. “Un Monti dopo Monti non lo vogliamo – ha detto Stolzi intervenendo sullo situazione politica – ma certo servono proposte praticabili per non cadere nell’omologazione nel luogo comune, del “sono tutti uguali”.
Lo Spi, secondo Stolzi, deve aumentare la sua visibilità e la sua presenza a partire dalle Leghe e dai territori.
Nelle prossime settimane lo Spi Firenze incontrerà gli assessori al welfare e alla casa del Comune di Firenze per verificare gli accordi presi e quanto ancora si può fare.
Per quanto riguarda la sanità l’obiettivo è di salvaguardare il “modello toscano” messo alle strette dai tagli del governo Berlusconi (la cui attuazione era stata rinviata al 2013) e dai tagli conseguenti alla ”spending review” del governo Monti.
Anche in questo caso la “soluzione” sta nel territorio, nel decentramento comunale, ha ribadito il segretario Stolzi, si deve cioè attuare una stretta collaborazione istituzionale tra Enti Locali e Regione perché siano i Comuni ad avere il controllo esecutivo della programmazione; solo così si potrà preservare l’eccellenza del modello toscano in sanità.
A concludere il direttivo regionale è stata Celina Cesari della segreteria nazionale dello Spi Cgil.
