Crisi economica: investire sulle donne conviene
Firenze – Investire sulle donne conviene per combattere la povertà ma anche per fronteggiare la crisi economica.Una maggiore partecipazione delle donne nel mondo del lavoro e in posizioni di rilievo in politica e nelle istituzioni non è solo un fatto di equità ma aiuta anche la crescita economica.
E’ quanto sostiene la vice direttrice generale della Banca d’Italia Anna Maria Tarantola nel discorso “investire nelle donne per combattere la povertà”. “Avere più donne nel mondo del lavoro ha effetti positivi sul benessere familiare, sulla massa fiscale previdenziale, sulla domanda dei servizi; si innesta un circolo virtuoso che genera nuova occupazione e nuova imprenditoria e quindi ulteriore crescita economica”.
I dati forniti da Tarantola ci dicono che, a livello mondiale, il tasso di partecipazione delle donne al lavoro è il 52% contro il 78% per gli uomini. Nell’Unione Europea il tasso di occupazione femminile era pari nel 2009 al 62,5%, 13,3 punti in meno di quella maschile. In Italia è pari al 49,7%, uno dei più bassi d’Europa, contro il 73,8% per gli uomini.
Di fatto, le responsabilità familiari continuano a ricadere sulle donne anche quando lavorano, le difficoltà a conciliare famiglia e lavoro sono aggravate da reti di protezione e servizi talora assenti, sovente insufficienti. La diffusione di modelli flessibili di lavoro, quali il “precariato”, anziché risolvere possono peggiorare i vincoli e le disuguaglianze economico-sociali, anticamera della povertà e delle esclusione sociale delle donne.